La Corona di Sant’Edoardo (parte II)

Dettaglio della Corona di Sant'Edoardo

Se vi siete persi la prima parte della storia sulla Corona di Sant’Edoardo, potete recuperarla qui.

Tra tutti i pezzi commissionati appositamente per l’incoronazione di Carlo II del 1661, quello più importate è proprio la Corona di Sant’Edoardo. Il nome è un omaggio all’antica corona medievale indossata da tutti i sovrani inglesi fino allo scoppio della guerra civile. La corona creata nel 1661 è stata commissionata dal gioielliere di corte Robert Vyner, ma a oggi è ancora sconosciuta l’identità dell’orafo che l’ha fabbricata.

Differenze con la corona originale

La nuova corona riprende la forma di quella originale, ma non si tratta di una replica esatta poiché ci sono alcune differenze. Quella del 1661 è formata da una base in oro massiccio su cui si alternano quattro croci patenti e quattro gigli. All’interno di questa base c’è un berretto realizzato in velluto e rifinito in ermellino. La grande differenza con la corona originale è che la nuova presenta due archi in stile barocco che partono dalle quattro croci e che si intersecano. Gli archi sorreggono un globo su cui è montata una croce patente. Il globo è il simbolo del dovere civile del sovrano nei confronti del popolo e del Parlamento. La croce patente invece indica che il sovrano è il capo della chiesa anglicana.

Sui lati della base e degli archi in oro sono poi applicate delle perline sempre in oro. Ai lati della croce patente situata sul globo penzolano invece delle perline anche in questo caso in oro ma a forma di goccia. La corona è infine abbellita con pietre semipreziose. Sul globo e sulla croce patente le pietre sono incastonate direttamente sull’oro. La base e i due archi sono invece impreziositi con dei decori in smalto bianco a forma di foglie d’acanto che presentano sfumature di rosso scuro e su cui sono poste le pietre. Queste ultime sono incastonate su una montatura flessibile in oro e la scelta non è casuale. Questa soluzione è infatti stata ideata appositamente affinché la montatura potesse essere aperta con facilità per prendere le pietre.

La storia dietro le pietre della Corona di Sant’Edoardo

Sir Walker, membro del comitato di incoronazione, aveva inizialmente proposto di creare una corona semplice in oro, senza l’aggiunta di pietre preziose. Questa scelta era forse dettata dal fatto che l’originale medievale appartenuta a Edoardo il Confessore aveva pochissime pietre. Tuttavia, Carlo II, anche lui nel comitato, non era affatto d’accordo. Dato che però all’epoca comprare pietre preziose aveva un costo proibitivo, si è giunti infine a un compromesso.

La decisione è stata quella di prendere in prestito le pietre per l’incoronazione, per poi smontarle e restituirle sei giorni dopo. C’è da dire che il costo per l’affitto era comunque abbastanza elevato e ammontava a circa 500 sterline. Soltanto per l’incoronazione di Giorgio V nel 1911 si è finalmente deciso di dotare la corona di 444 pietre preziose permanenti. Tra queste compaiono rubini, ametisti, zaffiri, granato, topazi e tormaline. Sempre per quell’occasione la corona è stata anche alleggerita, ma nonostante ciò pesa ancora circa 2,23 chili.

Il ruolo della Corona di Sant’Edoardo durante l’incoronazione nel corso dei secoli

Dal 1661, Carlo II, Giacomo II e Guglielmo d’Orange hanno usato la Corona di Sant’Edoardo in occasione della loro incoronazione. La Regina Anna, erede di Guglielmo d’Orange, ha però stravolto la tradizione. Infatti, lei e alcuni sovrani dopo di lei anche per il momento del “crowning” hanno deciso di indossare la Corona di Stato, che pesa poco più di un chilo. La Corona di Sant’Edoardo svolgeva quindi solo un ruolo passivo: non era più poggiata sulla testa del sovrano, ma si trovava sull’altare dell’Abbazia di Westminster. Nel 1838 per l’incoronazione della Regina Vittoria la corona non era nemmeno più presente nell’Abbazia. Nel 1902 per la sua incoronazione Edoardo VII, erede della Regina Vittoria, aveva intenzione di indossare la Corona di Sant’Edoardo. Tuttavia, alla fine ha dovuto desistere e optare anche lui per la più leggera Corona di Stato in quanto poco prima aveva subito un’operazione all’appendicite ed era ancora in fase di recupero.

Giorgio V, figlio di Edoardo VII, è stato il primo sovrano a usare di nuovo la Corona di Sant’Edoardo nel 1911. Da allora tutti i sovrani l’hanno indossata in occasione della loro incoronazione, tranne Edoardo VIII che non è mai stato incoronato (ma questa è un’altra storia e avremo modo di approfondirla in un altro articolo). L’ultima a usare la corona è stata Elisabetta II nel 1953. Da allora la Corona di Sant’Edoardo è presente su tutti gli stemmi ufficiali nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth, andando così a rimpiazzare la corona Tudor.

Dove è conservata oggi la Corona di Sant’Edoardo

Anche se la Corona di Sant’Edoardo non è più una reliquia religiosa, si rispetta ancora oggi la tradizione di indossare la Corona di Stato all’uscita dall’Abbazia di Westminster e per altre occasioni ufficiali come ad esempio l’apertura del Parlamento. Dato che la Corona di Stato è usata più spesso, nel tempo è stata sostituita periodicamente. Al contrario, quella creata nel lontano 1661 per l’incoronazione di Carlo II è sopravvissuta fino a oggi, inclusa la smaltatura bianca e rossa tipica del periodo della Restaurazione.

Oggi la Corona di Sant’Edoardo è conservata nella Torre di Londra insieme alle altre regalie e solo in rare occasioni (eccezione fatta per l’incoronazione ovviamente) è portata fuori. Ad esempio, nel 2013 è stata esposta nell’Abbazia di Westminster in occasione del 60° anniversario dell’incoronazione di Elisabetta II. Questa è stata la prima volta in cui la corona ha lasciato la Torre dal 1953, anno in cui era stata usata per l’ultima volta. Nel 2018 invece la corona ha fatto un’apparizione nel documentario della BBC intitolato “The Coronation”. Elisabetta II ha condiviso alcuni ricordi di quel giorno, tra cui l’enorme peso della corona. La Regina si è infatti scherzosamente detta sollevata di non aver mai più dovuto indossare nuovamente la corona, soprattutto quando, dopo averla sollevata, ha appurato che il peso non fosse affatto diminuito negli anni.

Photo: Royal Collection Trust

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1 commento

  1. Questa non è solo passione per i royals, ma anche storia. Penso che imparare la storia così sia molto interessante e coinvolgente. 👍

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