La Corona di Sant’Edoardo (parte I)

Dettaglio della Corona di Sant'Edoardo

Il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster si è svolta l’incoronazione di Elisabetta II con una cerimonia di stampo medievale. È stato il primo evento in assoluto riguardante la famiglia reale britannica a essere trasmesso in diretta televisiva. Per festeggiare l’anniversario di questa ricorrenza, rivediamo insieme uno dei pezzi più emblematici usati quel giorno, nonché il più importante tra i gioielli della corona: la Corona di Sant’Edoardo. Questa è usata soltanto in occasione dell’incoronazione dei sovrani inglesi e più precisamente nella fase detta “crowning”, ovvero quando l’Arcivescovo poggia la corona sulla testa del sovrano.

Le origini della Corona di Sant’Edoardo

L’attuale corona è stata creata nel 1661 per l’incoronazione di Carlo II. Il punto di riferimento è stato la corona medievale risalente all’XI secolo che Edoardo il Confessore, l’ultimo re della dinastia anglosassone, era solito indossare solo tre volte all’anno: a Pasqua, per la Pentecoste e a Natale.

La corona di Edoardo il Confessore era costituita da una base in oro decorata con motivi floreali stilizzati e poche pietre preziose. Sembrerebbe che verso la fine del Medioevo due archi che si incrociano sono andati ad arricchire la base della corona.

La nascita dei gioielli della corona

Edoardo il Confessore è stato santificato nel 1161, circa un secolo dopo la sua morte. Tutti gli oggetti a lui collegati sono così diventati delle reliquie sacre, inclusa appunto la corona. A partire da questo momento cambia il modo di concepire i gioielli della corona. Il concetto di regalie che identificano la sovranità di un monarca era infatti già diffuso sin dall’era normanna. Tuttavia, non era ancora nata l’idea di tramandarle da un sovrano all’altro. Tutto cambia nel XII secolo quando i monaci dell’Abbazia di Westminster, luogo di sepoltura di Edoardo il Confessore, affermano che il re gli aveva lasciato in custodia tutti i gioielli della corona, in modo tale che potessero essere usati per l’incoronazione dei futuri sovrani d’Inghilterra.

A oggi, non si sa ancora se questa storia sia veritiera o meno. Alcuni sospettano sia solo un’invenzione dei monaci che volevano dare ancora più importanza all’ Abbazia di Westminster. Tuttavia, è così che nasce il primo set di gioielli per l’incoronazione, utilizzato più volte nel corso dei secoli. Una piccola curiosità: in quanto reliquia sacra, la Corona di Sant’Edoardo non poteva lasciare l’Abbazia di Westminster. Nasce così la Corona di Stato, una corona che il sovrano potesse indossare alla fine della cerimonia di incoronazione quando lasciava l’Abbazia e anche in altre occasioni. Oggi è un gioiello che il sovrano indossa ad esempio in occasione dell’apertura del Parlamento.

La Corona di Sant’Edoardo: un simbolo di sovranità

Sin da subito, la Corona di Sant’Edoardo è associata alla sovranità dei re d’Inghilterra. Lo dimostra il fatto che Riccardo II, costretto ad abdicare nel 1399, ha chiesto di fare un’eccezione e far portare la Corona di Sant’Edoardo dall’Abbazia di Westminster alla Torre di Londra. In questo modo ha potuto passare la corona a suo cugino, Enrico Bolingbroke, futuro Enrico IV. Questo perché non solo gli ha tramesso fisicamente la corona, ma anche simbolicamente la sovranità.

Nel 1533, Enrico VIII fa un’azione senza precedenti e decide di incoronare Anna Bolena, la sua seconda moglie, proprio con la Corona di Sant’Edoardo. Nessuna regina consorte prima di lei aveva avuto tale onore. Anche in questo caso la scelta non è stata casuale. Con questa mossa Enrico VIII voleva dare un segnale forte. Dato che Caterina d’Aragona, la sua prima moglie, era ancora in vita, alcuni non volevano riconoscere la legittimità di Anna Bolena come regina d’Inghilterra. Ecco allora che Enrico VIII si serve di questa corona come simbolo per mettere a tacere tutte le critiche.

Lo scoppio della guerra civile

La Corona di Sant’Edoardo è stata usata regolarmente per l’incoronazione di tutti i sovrani inglesi, almeno fino allo scoppio della guerra civile nel 1642. Quando Carlo I è succeduto al padre, niente faceva presagire la fine della monarchia nel giro di pochi decenni. Durante il suo regno, però, una serie di scelte impopolari hanno condotto allo scoppio di una guerra civile. Il Parlamento ha quindi preso le redini del potere.

Nel 1943, nemmeno un anno dopo lo scoppio della guerra civile, il Parlamento si è inoltre impossessato dei gioielli della corona conservati nell’Abbazia di Westminster. Le regalie infatti, a causa del loro potere simbolico, costituivano una grande minaccia e il Parlamento voleva sbarazzarsene. Nel 1649 i gioielli della corona, al contrario degli altri oggetti della collezione di Carlo I che sono stati invece venduti, per ordine del Parlamento sono stati portati alla Torre di Londra per essere distrutti. Le pietre preziose sono state tolte e vendute. L’oro è stato invece fuso e mandato alla Tower Mint per essere trasformato in monete recanti la scritta “Commonwealth of England”.

Il ritorno della monarchia

Dopo la morte di Oliver Cromwell il regime repubblicano e il regno sono piombati nel caos. Il 25 maggio 1660, dopo ben 14 anni di esilio, Carlo II, il figlio di Carlo I, è approdato sulle coste del Kent tornando così nella sua madrepatria. I sudditi ormai esausti e in cerca di stabilità lo hanno subito accolto con grande entusiasmo. La monarchia è stata restaurata e, una volta terminata l’estate, sono iniziati i preparativi per l’incoronazione.

La prima cosa da fare era creare un comitato incaricato di organizzare il grande evento. Carlo II stesso ne faceva parte. Il Re ha infatti partecipato attivamente a tutti gli incontri, scegliendo in prima persona gli aspetti più importanti della cerimonia. Tra le altre cose, ha espresso sin da subito il desiderio di avere una cerimonia d’incoronazione in pieno stile medievale. Il suo desiderio era quello di creare una sorta di continuità con il passato. Allo stesso tempo voleva ristabilire la potenza e gli antichi fasti della monarchia inglese.

A settembre del 1660 il comitato si è riunito per la prima volta. Il secondo punto all’ordine del giorno erano proprio i gioielli da usare durante l’incoronazione. Si poneva infatti un problema: tutte le vecchie regalie erano state distrutte durante gli “unhappy times”, come ha affermato Sir Edward Walker. Era quindi necessario ripartire da zero e costruirne di nuove. Sempre per riallacciarsi alla tradizione, il comitato ha deciso di far realizzare anche in questo caso due corone: una per l’incoronazione (Corona di Sant’Edoardo) e una di stato (Corona Imperiale). Oltre alle due corone, sono stati commissionati anche altri pezzi: il globo, lo scettro, le spade, l’anello e le armillidi. Il prezzo totale di queste regalie è stimato a circa 13.000 sterline. Questa cifra all’epoca equivaleva al costo necessario per costruire tre navi da guerra ben equipaggiate.

Per leggere la storia della Corona di Sant’Edoardo dalla realizzazione nel 1661 ai giorni nostri, non perdete la parte II di questo articolo.

Photo: Royal Collection Trust

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *