È il 30 agosto 1997. L’estate volge al termine e Diana è pronta a lasciarsi le vacanze alle spalle per tornare a Londra dai figli, William e Harry. Quando si sveglia quella mattina non può di certo immaginare che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno di vita.
Quella del 1997 è un’estate molto intensa e piena di novità per Diana. Innanzitutto, è la prima estate da donna nuovamente libera. Infatti, anche se i Principi di Galles sono sperati dal 1992, il divorzio viene ufficializzato solo il 28 agosto 1996. Ma soprattutto, questa è l’estate in cui la Principessa di Galles incontra Dodi al-Fayed, il figlio del proprietario miliardario dei magazzini Harrods, e inizia una relazione con lui.
Dopo un’estate piena di spostamenti, la neo-coppia decide di concludere le vacanze in bellezza con un’ultima crociera a bordo dello Jonikal, lo yacht della famiglia al-Fayed, programmata dal 21 al 30 agosto. Diana e Dodi si imbarcano il 21 agosto a Saint-Laurent-du-Var, una cittadina non molto distante da Nizza. Durante quei giorni visitano varie località mozzafiato iniziando proprio dalla Costa Azzurra (Saint-Tropez e Monte Carlo), passando poi per Portofino e l’Isola d’Elba, fino ad arrivare alla Costa Smeralda. L’ultima tappa del loro viaggio è proprio Cala di Volpe, dove trascorrono la notte del 29 agosto. I loro piani prevedono di passare la giornata del 30 agosto nella ville lumière, ciliegina sulla torta per quella romantica vacanza. Il 31 agosto Diana sarebbe volata a Londra, impaziente di rivedere i figli dopo un mese di distanza.
Ripercorriamo insieme il susseguirsi frenetico degli eventi di quel 30 agosto, fino allo schianto mortale contro il tredicesimo pilone del tunnel dell’Alma avvenuto la mattina del 31 agosto.
30 agosto 1997: l’arrivo a Parigi di Diana e Dodi
Tarda mattinata > Diana e Dodi scendono dallo Jonikal e salgono a bordo del tender dello yacht in direzione del molo dell’Hotel di Cala di Volpe.
12:30 > Diana e Dodi arrivano al molo. Per evitare i numerosi fotografi che si sono appostati per paparazzare la coppia più fotografata dell’estate, i due decidono di passare attraverso le cucine dell’albergo. Riescono così a salire su una Mercedes bianca che li porterà all’Aeroporto di Olbia.
13:00 > la coppia arriva finalmente in aeroporto. Tuttavia, siccome il viaggio è stato più lungo del previsto (circa 30 minuti), i due non riescono a decollare alle 13:04 come da programma.
13:24 > inizialmente è difficile trovare una nuova finestra temporale per poter decollare. Tuttavia, non appena gli operatori aeroportuali si accorgono che a bordo del jet privato c’è la Principessa di Galles, gli danno il via libero per il decollo a quest’ora.
15:20 > dopo un paio d’ore l’aereo atterra all’aeroporto parigino Le Bourget. Anche nella capitale francese ad aspettare la coppia c’è un grandissimo numero di fotografi. Questo obbliga Diana e Dodi a cambiare i loro piani e a dirigersi a Villa Windsor, nel Bois de Boulogne, al posto di recarsi al Ritz come inizialmente previsto. Piccola curiosità: il nome della villa rimanda al Duca di Windsor, ex Edoardo VIII, in quanto è proprio lì che lui e Wallis Simpson hanno vissuto dopo l’abdicazione di lui al trono inglese. Nel 1997 la villa è di proprietà della famiglia al-Fayed, in quanto a partire dal 1986 è gestita da Mohamed al-Fayed, padre di Dodi.
15:45 > Diana e Dodi arrivano a Villa Windsor. Tuttavia, si tratta si una tappa breve dato che si trattengono solo 28 minuti, come si può evincere dalle telecamere di sorveglianza.
16:35 > la coppia arriva all’hotel Ritz, anche questo di proprietà di Mohamed al-Fayed. Dopo una lunga e intensa mattinata, i due possono finalmente rilassarsi un po’. Diana decide di recarsi dal parrucchiere dell’albergo, mentre Dodi si reca da Repossi, la gioielleria situata a Place Vendôme di fronte all’albergo. La sua intenzione è quella di comprare a Diana un anello che lei aveva visto settimane prima a Monte Carlo.
18:59 > purtroppo, la notizia che la coppia dell’estate è a Parigi si diffonde in fretta e ben presto l’hotel Ritz viene circondato dai paparazzi. Nonostante questo, la coppia decide comunque di fare un salto all’appartamento di Dodi situato in rue Arsène-Houssaye per poi andare a cena al ristorante come previsto. Inutile dire che anche l’appartamento è stato nel frattempo preso d’assalto dai fotografi.
21:35 > dopo essersi rinfrescati e cambiati, i due lasciano l’appartamento in rue Arsène-Houssaye per dirigersi da Benoît, un bistrot non lontano dal Centre Pompidou. Tuttavia, anche questa volta i fotografi li costringono a cambiare i piani. Infatti, durante il tragitto in macchina sono inseguiti dai paparazzi e per questo Dodi decide di tornare al Ritz. Mangeranno qualcosa all’Espadon, il rinomato ristorante del Ritz.
21:45 > solo a quest’ora il maître viene informato dell’imminente arrivo del figlio del proprietario e della Principessa di Galles. Il locale è molto affollato in quel sabato parigino, ma il maître riesce comunque a trovare una soluzione.
21:53 > la coppia arriva al Ritz e, nonostante l’immenso convoglio di fotografi presenti, decide di non usare l’ingresso laterale in rue Cambon e di scendere invece davanti l’ingresso principale. Vengono letteralmente assaliti dai paparazzi.
22:10 > dopo aver ordinato la cena, la coppia, provata da tutti gli spostamenti, dall’assalto dei fotografi e un po’ a disagio per gli sguardi dei commensali presenti al ristorante, decide di risalire in camera. Avrebbero cenato lì così da stare più tranquilli e tutelare la loro privacy. Tuttavia, una volta terminata la cena, Dodi è intenzionato a recarsi nuovamente al suo appartamento.
31 agosto 1997: il racconto della tragedia
00:20 > la coppia esce dall’albergo, stavolta usando però l’uscita secondaria. Con uno stratagemma fanno credere ai fotografi che sarebbero di lì a poco usciti dall’ingresso principale, quando invece sgattaiolano fuori da quello secondario e salgono su una Mercedes nera. Il piano però non funziona a pieno perché anche lì ci sono dei fotografi. Inizia quindi l’inseguimento che si concluderà solo 3 minuti dopo sotto il tunnel dell’Alma. La Mercedes con a bordo Diana e Dodi, l’autista Henri Paul e il bodyguard Trevor Rees-Jones è inseguita dai fotografi e sfreccia in rue de Rivoli, Place de la Concorde e sugli Champs-Elysées. Il piano è quello di imboccare la strada a scorrimento veloce lungo la Senna per poi svoltare su avenue George V, che è vicinissima all’appartamento di Dodi. Tuttavia, secondo i successivi rapporti redatti dalla polizia francese, l’imbocco di avenue George V è bloccato dai fotografi. Quindi, l’autista è costretto a imboccare il tunnel dell’Alma. C’è da dire che Henri Paul ha assunto una quantità di alcool di gran lunga superiore alla norma e guida a una velocità ben superiore ai limiti imposti. L’elevata velocità fa sì che Henri Paul perda il controllo dell’auto durante la svolta nel tunnel e vada a sbattere contro una Fiat Uno che nel frattempo si stava immettendo nella corsia di destra. Dopo aver urtato la Fiat Uno sul fianco sinistro, la Mercedes guidata da Henri Paul rimbalza contro il terzo pilone del tunnel. Successivamente a quest’urto, l’auto invade nuovamente la corsia di destra del tunnel e sbatte contro una Citroën. Henri Paul a quel punto sterza fortemente e finisce la sua corsa contro il tredicesimo pilone del tunnel.
00:23 > questa è l’ora esatta dell’impatto con il tredicesimo pilone del tunnel. La botta è particolarmente forte per Diana e Dodi che erano seduti sul sedile posteriore, complice anche il fatto che non avessero la cintura di sicurezza allacciata. Henri Paul e Dodi muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones e Diana, invece, sono ancora vivi ma in condizioni critiche. Pochi secondi dopo l’impatto anche il gruppo di fotografi arriva nel tunnel. Uno di loro, Serge Arnal, ha la decenza di chiamare i soccorsi. Dopodiché, come tutti i suoi colleghi, si mette a scattare foto. Per ben sette minuti i paparazzi scattano foto, anche a pochissima distanza dai passeggeri dell’auto.
00:24 > un minuto dopo l’impatto, il medico Frédéric Mailliez si trova per caso a passare nel tunnel e, visto l’incidente, si ferma per soccorrere i feriti. Capisce che la donna è inglese, ma non si rende conto che si tratta della Principessa di Galles. Diana non riporta apparenti lesioni esterne, tuttavia respira a fatica e si lamenta di sentire molto dolore.
00:30 > pochi minuti dopo arriva sul luogo dell’incidente l’agente Sébastien Dorzée. È proprio lui il primo a rendersi conto che quella donna inglese è in realtà la Principessa di Galles.
00:40 > dopo dieci minuti sul posto arriva anche l’ambulanza. I medici capiscono subito che si tratta di una situazione molto complicata in quanto Diana non reagisce agli stimoli, seppur in stato di coscienza.
01:00 > i medici riescono a stabilizzare Diana. Dopodiché i pompieri la tirano delicatamente fuori dall’abitacolo della vettura. Tuttavia, lo stress è troppo per il suo fisico già molto provato e, non appena viene messa sulla barella, il suo cuore smette di battere. Dopo circa 18 minuti, i medici riescono finalmente a rianimare Diana. Tuttavia, ne dovranno passare altri 23 prima che diano il via libera per il trasporto all’ospedale Pitié- Salpêtrière.
02:00 > nonostante l’ospedale disti solo 10 minuti dal luogo dell’incidente, l’ambulanza ci mette molto più tempo ad arrivare, siccome è costretta a procedere lentamente a causa delle instabili condizioni di Diana. Appena arrivati in ospedale, i primi esami mostrano gravi lesioni interne. L’impatto ha causato una forte emorragia interna che fa pressione contro il cuore e il polmone destro.
02:10 > il cuore di Diana si ferma per la seconda volta. I medici riescono a rianimarla nuovamente, così da poterla portare in sala operatoria e cercare di fermare l’emorragia. Tuttavia, durante l’operazione il cuore va in arresto per la terza volta e ormai purtroppo non c’è più niente da fare.
04:05 > dopo più di un’ora di tentativi per rianimare Diana, alla fine i medici sono costretti a dichiarare il decesso.
Tardo pomeriggio > il Principe Carlo, che è in vacanza con la famiglia reale a Balmoral, si reca a Parigi per riportare in patria la sua ex-moglie.
Si spegne così la Principessa di Galles, dopo un’estate all’insegna della libertà e dell’amore. Un incidente letale ha messo fine alla sua vita, nonché a quella del compagno Dodi al-Fayed e dell’autista Henri Paul. Trevor Rees-Jones, il bodyguard al servizio di Mohamed al-Fayed che era stato incaricato di seguire gli spostamenti di Diana e Dodi per quell’estate, è l’unico fortunato sopravvissuto, nonostante abbia comunque riportato numerose lesioni gravi al volto.

