Giubileo di platino per Elisabetta II: una regina da record

Bandiera inglese con 70 dorato e corona

La Regina Elisabetta II festeggia oggi il giubileo di platino, ovvero 70 anni sul trono. A 95 anni (ne compirà 96 a giugno) è il primo sovrano inglese a raggiungere questo importante traguardo. La sua trisavola, la Regina Vittoria, si era infatti fermata a “soli” 63 anni e 216 giorni di regno e quindi al giubileo di diamante (60 anni sul trono). Questo record è rimasto imbattuto fino al 2015. Infatti la Regina Elisabetta, dopo aver anch’essa festeggiato il giubileo di diamante nel 2012 (ad oggi soltanto lei e la Regina Vittoria hanno raggiunto questo traguardo), il 9 settembre 2015 ha superato il record della sua trisavola, diventando così il sovrano inglese più longevo di sempre. In questo articolo vedremo gli eventi che hanno portato la giovane Principessa Elisabetta sul trono inglese a soli 25 anni.

Estate 1951: la salute di Giorgio VI peggiora

Siamo nell’estate del 1951 e il ricordo della Seconda Guerra Mondiale è ancora vivo nell’immaginario collettivo. Lo stato di salute di Giorgio VI è già molto provato dallo sforzo bellico, nonché dalle grandi responsabilità che gravano sulle sue spalle per essere inaspettatamente diventato Re dell’Impero Britannico. Infatti, come molti ben sapranno, il legittimo erede al trono era suo fratello Edoardo. Tuttavia nel 1936, dopo neanche un anno di regno, questo decide di abdicare per poter sposare l’americana pluridivorziata Wallis Simpson. A tutto questo, nell’estate del 1951, per Giorgio VI si aggiunge un’altra preoccupazione quando i medici gli diagnosticano un tumore ai polmoni. Una volta finita l’estate, viene allestita una sala operatoria a Buckingham Palace e al Re viene asportato un polmone.

Il recupero si preannuncia lungo e difficoltoso date le sue già delicate condizioni di salute. Ed è per questo motivo che si decide di far subentrare l’allora Principessa Elisabetta e il Duca di Edimburgo al posto del Re in un viaggio di sei mesi in alcuni paesi del Commonwealth previsto per gennaio. Il 31 gennaio 1952 il Re e la Regina, accompagnati dalla Principessa Margaret, si recano all’aeroporto di Londra per salutare Elisabetta e Filippo prima della partenza. È evidente che Giorgio VI non si sia ancora ripreso appieno, ma nulla fa presagire che la sua vita sarebbe terminata da lì a pochi giorni. Altrimenti il palazzo avrebbe sicuramente annullato l’imminente viaggio. Le immagini dell’epoca mostrano un’Elisabetta che saluta felice il padre prima di salire a bordo dell’areo. Non poteva ancora saperlo, ma quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrebbe visto.

Kenya: prima tappa del royal tour

La prima tappa del viaggio è il Kenya. Il 3 febbraio la coppia reale arriva infatti al Sagana Lodge, un regalo ricevuto da parte del governo coloniale in occasione del loro matrimonio nel novembre del 1947. Il 5 febbraio Elisabetta e Filippo si recano al Treetops Hotel, un bellissimo rifugio su un imponente albero di fico situato nell’Aberdare National Park. Questa lussuosa casa sull’albero offre una vista privilegiata sugli animali che popolano il parco. La Principessa e il Duca hanno approfittato a pieno di questa vista mozzafiato tanto che la notte del 5 febbraio hanno dormito poco e niente per ammirare gli animali che andavano ad abbeverarsi a una fonte situata nelle vicinanze.

La mattina successiva, il 6 febbraio, i due tornano al Sagana Lodge per prepararsi per la prossima tappa del loro viaggio. Con il pensiero ancora sulla magnifica esperienza della sera precedente, non immaginano che purtroppo Giorgio VI si è spento durante la notte nella tenuta di Sandringham.

Giorgio VI si spegne il 6 febbraio 1952

Il Re e la sua famiglia si trovavano appunto a Sandringham, la tenuta dove i reali inglesi trascorrono solitamente le vacanza natalizie. Il 5 febbraio Giorgio VI si sentiva bene e per questo aveva deciso di andare a caccia nella tenuta. Era stata una bella giornata e la sera a cena era di ottimo umore. Alle 22:30 si era congedato ed era andato a letto. Un ufficiale di guardia in giardino ricorda di averlo visto aggiustare una delle tende della camera poco dopo la mezzanotte.

La mattina del 6 febbraio il suo valletto, James McDonald, era andato a svegliarlo come sempre alle 7:30 e aveva trovato il Re senza vita. Giorgio VI era morto a causa di una trombosi coronarica poche ore prima, tra l’una e le due di notte. Vengono subito avvisate la Regina Elizabeth e la Principessa Margaret, nonché la Regina Mary. Quest’ultima, quando è stata svegliata dalla sua cameriera, ha subito capito che era successo qualcosa a suo figlio. La notizia è subito trasmessa anche al Primo Ministro. Churchill era molto legato al Re in quanto avevano contrastato insieme la minaccia nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

Elisabetta II riceve la notizia molte ore dopo

Ma torniamo per un attimo al Sagana Lodge in Kenya. Non appena rientrata dall’escursione, la Principessa Elisabetta si mette a scrivere una lettera al padre, con cui aveva un rapporto molto stretto, per raccontargli le avventure del giorno prima. Lei non sa ancora della sua morte e, per una serie di sfortunate coincidenze, lo scoprirà soltanto molte ore dopo. Buckingham Palace aveva infatti prontamente inviato un messaggio codificato al Governatore generale del Kenya per informarlo dell’accaduto. Tuttavia, Philip Mitchell era già partito alla volta di Mombasa per accogliere la coppia reale e quindi il messaggio non era stato letto. Elisabetta e Filippo infatti erano attesi a Mombasa dove si sarebbero imbarcati a bordo della Gothic, la nave che li avrebbe condotti a Ceylon in Australia.

Arriviamo così alle 13:30 del 6 febbraio 1952. Martin Charteris, il segretario privato della Principessa Elisabetta, ha da poco finito di pranzare all’Hotel Outspoan quando un reporter dell’East African Standard lo contatta per chiedergli di confermargli la notizia della morte del Re. Cherteris rimane scioccato e prova subito a mettersi in contatto con Buckingham Palace per appurare la veridicità della notizia, ma senza successo. A quel punto non gli rimane che chiamare Mike Parker, il segretario privato del Duca di Edimburgo, che al momento si trovava al Sagana Lodge con la coppia reale. Dalla reazione di Parker, Charteris intuisce che non sanno ancora nulla.

Parker allora va nella stanza dove Elisabetta stava scrivendo la lettera e porta via la radio. Vuole infatti evitare che lei scopra della morte del padre e di essere diventata regina in quel modo. L’annuncio e la musica funebre trasmessa dalla BBC non lasciano però dubbi: Re Giorgio VI è davvero morto. Parker si reca nella stanza dove si trova il Duca di Edimburgo, che si è addormentato sul divano mentre leggeva un giornale, e gli racconta tutto. Verso le 15 Filippo chiede alla moglie di andare in giardino dove le da la triste notizia. I due camminano per un bel pò nel giardino prima di rientrare.

I primi doveri da regina di Elisabetta II

La prima cosa che Elisabetta deve fare è scegliere il nome da regnante. Infatti, non è così scontato che i sovrani decidano di usare il loro nome di battesimo. Ad esempio, suo padre aveva scelto il nome Giorgio, anche se in realtà si chiamava Alberto. Elisabetta, con molta fermezza e risolutezza, risponde: “Elisabetta ovviamente, è il mio nome”. Il resto del viaggio è naturalmente cancellato ed Elisabetta, in quanto nuova sovrana, scrive ai paesi ospitanti scusandosi per l’annullamento della visita programmata. Ma c’è un altro problema. Dato che nessuno si aspettava una prematura morte del Re a soli 56 anni, nella valigia della neo Regina non c’era nessun abito nero. Ed è così che Elisabetta II non ha altra scelta se non quella di lasciare il Sagana Lodge con uno degli abiti nella valigia.

Verso le 17 la coppia reale parte per recarsi in aeroporto. Migliaia di keniani si dispongono lungo i bordi della strada per rendere omaggio alla sovrana e abbassano il capo al suo passaggio. Charteris ha avuto l’accortezza di chiedere ai reporter presenti di non scattare foto in segno di rispetto. Il volo di ritorno purtroppo è abbastanza difficile a causa di avverse condizioni meteo.

Sua Maestà torna in patria

Dopo circa 24 ore di viaggio, il 7 febbraio la coppia reale arriva all’aeroporto di Londra. Vengono subito portati degli abiti neri così che Elisabetta possa cambiarsi in aereo prima di scendere. Per la prima volta, il Duca di Edimburgo deve camminare tre passi indietro alla moglie in quanto la corona ha sempre la precedenza. Sotto le scalette dell’aereo Churchill e altri dignitari del regno accolgono la nuova Regina.

La coppia si reca successivamente a Clarence House, la loro residenza londinese fino a quel momento. Poco dopo arriva la Regina Mary a porgere i suoi omaggi alla nuova sovrana. Per la prima volta è lei a inchinarsi alla nipote con un inchino molto profondo nonostante i suoi 81 anni. Il giorno dopo, l’8 febbraio, il corpo di Giorgio VI viene portato a Westminster Hall. Lì ad accoglierlo ci sono tre regine: sua figlia Elisabetta, sua moglie Elizabeth (da quel momento Regina Madre e non più Regina Consorte) e sua madre Mary (vedova di Giorgio V).

L’inizio di un lungo regno

A soli 25 anni Elisabetta diventa così regina e inizia una nuova era elisabettiana. È stata la prima sovrana in più di 200 anni ad ascendere al trono mentre si trovava all’estero. L’ultimo era stato infatti Giorgio I nel 1714. La Regina Mary è stata inoltre la prima regina a vedere una nipote salire al trono. Al Treetops Hotel è ancora oggi appesa una targa in ricordo degli eventi di quel lontano 6 febbraio 1952. Jim Corbett, un cacciatore che aveva accompagnato la coppia reale durante il loro viaggio, aveva scritto nel libro visitatori dell’hotel la frase che diventerà famosa: Per la prima volta nella storia del mondo, una giovane ragazza è salita su un albero un giorno come principessa e ne è scesa il giorno dopo come Regina. Che Dio la benedica.

Come la Regina trascorrerà il giubileo di platino

Nel corso del suo lungo regno, Elisabetta II è solita arrivare a Sandringham per le vacanze natalizie e tornare a Londra soltanto dopo il 6 febbraio. Preferisce infatti trascorrere la giornata del 6 febbraio in privato. Non è organizzato nessun tipo di festeggiamento perché per lei quello è in primis il giorno in cui è morto il padre, oltre che quello della sua ascesa al trono. Inoltre, il fatto di passare la giornata a Sandringham, il luogo dove il padre ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita facendo quello che amava circondato dalla sua famiglia, la fa sentire più vicina a lui. Questa tradizione che Sua Maestà ha rispettato durante tutti e 70 i suoi anni di regno è stata interrotta soltanto negli ultimi anni in quanto a causa del Covid-19 la Regina ha trascorso il Natale e quindi anche il 6 febbraio al Castello di Windsor dove è in isolamento. La Regina Elisabetta II trascorrerà quindi il giorno del suo giubileo di platino al Castello di Windsor.

Quest’anno anche un’altra Regina europea ha festeggiato un giubileo (d’oro in questo caso). Si tratta di Margherita II di Danimarca che il 14 gennaio ha celebrato i suoi 50 anni sul trono. Se volete ripercorrere gli eventi legati alla sua ascesa al trono danese, vi lasciamo il link diretto all’articolo.

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2 commenti

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