Solo 7 giorni all’incoronazione: cosa aspettarsi

Elisabetta II e Carlo III a confronto

Manca soltanto una settimana all’evento dell’anno più atteso da tutti i royal watchers: l’incoronazione di Re Carlo III e della Regina Camilla.

Nel corso di questi ultimi mesi Buckingham Palace ha rilasciato varie informazioni sullo svolgimento dell’incoronazione. Anche se alcuni dettagli non sono ancora noti (temo che dovremo aspettare il 6 maggio per avere un quadro completo), con quelli che abbiamo a disposizione possiamo già farci un’idea sul tipo di incoronazione a cui assisteremo. È quindi arrivato il momento di tirare le somme e fare un pò di previsioni su cosa possiamo aspettarci in vista di sabato prossimo.

La struttura dell’incoronazione

L’ultima incoronazione di un sovrano inglese risale a ben 70 anni fa ed è quella di Elisabetta II tenutasi nel 1953. Nel corso di questi anni tante cose sono cambiate e sicuramente l’incoronazione rifletterà questi mutamenti.

Se paragonata con quella della Regina Elisabetta II, la struttura dell’incoronazione di Re Carlo III sarà bene o male la stessa. Infatti, la mattina del 6 maggio il Re e la Regina si recheranno da Buckingham Palace all’Abbazia di Westminster tramite un corteo che attraverserà le strade di Londra. Dopodiché si svolgerà la cerimonia di incoronazione che, seguendo un modello di stampo medievale, si comporrà di sei distinte parti: il riconoscimento, il giuramento, l’unzione, l’investitura, l’incoronazione e infine l’omaggio. A questo punto i due sovrani torneranno a Buckingham Palace seguendo lo stesso percorso effettuato poche ore prima. Infine, Carlo e Camilla, accompagnati da alcuni membri della Royal Family, si affacceranno sulla balconata del palazzo e assisteranno al passaggio di alcuni aerei della RAF (Royal Air Force).

Un’incoronazione in scala ridotta

Tuttavia, l’intero evento sarà in scala ridotta rispetto a quello del 1953. Si è infatti deciso di apportare dei cambiamenti per riflettere a pieno la situazione attuale del Regno Unito nonché il ruolo della monarchia nel XXI secolo. Ben consapevole dell’attuale crisi economica, Carlo III ha infatti voluto un’incoronazione che riprendesse la tradizione, senza però un eccessivo sperpero di denaro. Il suo desiderio era quello di non gravare più di tanto sulle finanze del regno e sulle tasche dei contribuenti inglesi.

Il primo cambiamento riguarda la lunghezza del tragitto del corteo. In occasione dell’incoronazione di Elisabetta II il percorso era lungo 4,5 miglia, ovvero poco più di 7 chilometri. Questa scelta è stata effettuata con lo scopo di permettere a quante più persone possibili di vedere con i propri occhi la loro nuova Regina. Infatti, si conta che quel giorno ben 16.000 persone si erano disposte lungo le strade di Londra. Il tragitto del corteo per l’incoronazione di Carlo III, invece, sarà lungo soltanto 1,3 miglia (poco più di 2 chilometri), ovvero circa un quarto di quello organizzato all’epoca per sua madre.

Altri cambiamenti

Il secondo cambiamento riguarda la congregazione che assisterà all’incoronazione all’interno dell’Abbazia di Westminster. Se nel 1953 erano presenti ben 8000 persone, questa volta ce ne saranno soltanto 2000 (ovvero la metà della metà). È stato quindi necessario fare dei tagli alla lista degli invitati. Per quanto riguarda i politici del Regno Unito, molto probabilmente parteciperanno soltanto alcuni membri del Gabinetto, i Consiglieri Privati e i leader dell’opposizione. Inoltre, anche il numero dei pari del regno (ovvero coloro che portano il titolo nobiliare di duca, marchese, conte, visconte e barone) sarà ridotto se comparato con quello dell’ultima incoronazione.

Ad essere ridotta sarà anche la durata stessa della cerimonia d’incoronazione. Nel 1953, il rito religioso era durato ben 3 ore. Questa volta, invece, si è optato per un rito più corto (anche se sempre composto da 6 parti) che si vocifera potrebbe durare circa due ore.

Il dress code per l’incoronazione

Probabilmente però il cambiamento più grande riguarda il dress code. In rottura con la tradizione, Re Carlo III ha deciso di non indossare l’abito tradizionale con pantaloncini in velluto e calze in seta.

Inoltre, Sua Maestà ha chiesto ai membri della Camera dei Lord (ovvero i pari del regno) di non indossare il loro tradizionale abito dell’incoronazione, ma al contrario di vestirsi in maniera meno formale. Infatti, fino ad adesso per i pari del regno il dress code da seguire era il seguente: mantello lungo di velluto bordato da un collare di pelliccia bianca. Sul mantello erano inoltre presenti delle code di ermellino il cui numero indicava il grado dei pari. Il mantello veniva indossato insieme a un coronet (una piccola corona senza archi) che differiva in base al grado dei pari.

Per darvi un’idea del costo relativo alla realizzazione del mantello e del coronet per tutti i pari del regno, basta considerare che in occasione dell’incoronazione di Elisabetta II sono state spese ben 1250 sterline, ovvero più di 35 000 sterline odierne.

Niente più mantelli di velluto e abiti lunghi

Per questo motivo Carlo III ha deciso di cambiare rotta e di distaccarsi dalla tradizione. Niente più mantelli di velluto e coronet per i pari presenti il 6 maggio. È stato invece loro chiesto di indossare il mantello più corto che solitamente portano ogni anno in occasione della cerimonia di apertura del Parlamento. Si tratta di un mantello di lana rosso scarlatto con bordo in pelliccia bianca. Sotto al mantello indosseranno molto probabilmente un completo da giorno.

Per quanto riguarda invece le signore, le tiare e gli abiti lunghi indossati in occasione dell’incoronazione di Elisabetta II molto probabilmente lasceranno il posto a cappelli e abiti da giorno. Non sappiamo ancora quale sarà il dress code per le donne della Royal Family: saranno anche loro in abito da giorno oppure indosseranno un abito lungo con tiara? Per l’occasione opteranno per un vestito nuovo oppure per uno già indossato in precedenza nell’ottica della riduzione degli sprechi?

Inoltre, sempre con lo scopo di minimizzare i costi, non verrà realizzata una nuova corona per l’incoronazione della Regina Camilla (come invece accaduto per le Regine Consorti che l’hanno preceduta). Verrà invece usata la corona indossata dalla Regina Mary per la sua incoronazione nel 1911. La corona ovviamente verrà leggermente modificata e verranno aggiunti alcuni dei diamanti Cullinan che Carlo III ha ereditato da sua madre.

Carlo III e la sua visione dell’incoronazione

Questa incoronazione, oltre a rispecchiare la Gran Bretagna odierna, rispecchierà al 100 % anche il nuovo Re e i principali temi che gli stanno a cuore.

È orami risaputo che da anni Carlo si batte per la sostenibilità ambientale e per la tutela e la salvaguardia del nostro pianeta. E questo suo interesse si ritrova anche nelle scelte effettuate durante l’organizzazione dell’incoronazione, a partire dagli inviti spediti. Questi ultimi infatti, sono stati realizzati con carta riciclata, così da ridurre l’impatto ambientale.

Inoltre, è stata anche cambiata la ricetta che da secoli viene usata per la realizzazione del crisma con cui vengono unti i sovrani inglesi. Infatti, a partire da questa incoronazione, l’olio sacro non conterrà più elementi di origine animale, come ad esempio l’ambra grigia. Al loro posto verrano invece usati degli equivalenti vegetali.

Questa incoronazione inoltre rispecchierà la visione personale del Re sul futuro del suo regno e della monarchia. Un primo indizio è dato dalla volontà di far partecipare all’incoronazione dei rappresentanti di altre fedi religiose. Il monarca del Regno Unito è infatti anche il capo della Chiesa Anglicana. Per questo motivo finora alle incoronazioni non erano rappresentate in alcun modo altre religioni. Eppure questa volta, tra le 2000 persone sedute nell’Abbazia di Westminster, ci saranno anche alcuni rappresentanti di altre fedi religiose. Il motivo di questa scelta è molto semplice. Negli ultimi anni il Regno Unito è diventato una nazione multietnica e multiculturale. Carlo III voleva quindi che l’incoronazione rispecchiasse questi mutamenti sociali.

Il ridotto ruolo dei pari del regno e dei royals all’incoronazione

Inoltre, verrà ulteriormente ridotto il ruolo dei pari durante l’incoronazione. Infatti, a partire dal 1902 durante la fase dell’omaggio il pari di più alto lignaggio per ogni grado si inginocchiava di fronte al sovrano e gli giurava fedeltà, a cominciare dal Principe di Galles. Questa volta, invece, questa parte della cerimonia di incoronazione verrà leggermente modificata. Soltanto il Principe William in quanto Principe di Galles si inginocchierà e giurerà fedeltà al padre. Gli altri pari, invece, rimarranno al loro posto.

Carlo, sin da quando era Principe di Galles, ha inoltre sempre detto di voler snellire la monarchia e ridurre il numero di working royals (ovvero di membri della famiglia reale che lavorano attivamente per la Corona e di conseguenza ricevono un appannaggio). Anche questo si rifletterà nell’incoronazione del 6 maggio in quanto soltanto i working royals parteciperanno al corteo in carrozza e appariranno sulla balconata di Buckingham Palace insieme al Re e alla Regina.

Elisabetta II e Carlo III: due incoronazioni a confronto

Sicuramente quindi l’incoronazione di Carlo III sarà in scala ridotta rispetto a quella di Elisabetta II. Non temete però. Nonostante questi cambiamenti, sarà senza alcun dubbio un grande spettacolo come solo gli inglesi sanno fare. Basti considerare che il corteo sarà composto da più di 6000 persone ed è il più grande evento cerimoniale organizzato in decenni. Però, il tutto verrà fatto senza strafare e nel rispetto dell’attuale situazione economica.

Possiamo dire che sia l’incoronazione di Elisabetta II che quella di Carlo III hanno saputo unire la tradizione alla modernità. E alla fine è proprio questo che maggiormente contraddistingue i due eventi. Lo hanno fatto però in due modi completamente diversi.

L’incoronazione di Elisabetta II può essere definita come un inno alla tradizione, dove tutto è stato organizzato seguendo il cerimoniale in vigore da secoli. L’elemento di modernità è stato il fatto di trasmettere per la primissima volta un’incoronazione in diretta televisiva. Si stima che ben 27 milioni di persone nel Regno Unito abbiano seguito la cerimonia in TV.

L’incoronazione di Carlo III, invece, sicuramente omaggerà la tradizione in svariati modi: dalla struttura dell’incoronazione, al rito religioso in sei parti fino ai regalia che verranno usati. Tuttavia, per alcuni aspetti si distaccherà dalla tradizione introducendo diversi cambiamenti volti a rispecchiare sia la situazione attuale della nazione che il ruolo della monarchia nel XXI secolo. La chiave di lettura della prima incoronazione inglese del nuovo millennio sarà sicuramente l’equilibro tra lo sfarzo che ci si aspetta da un evento storico del genere e le esigenze, soprattutto economiche, di una monarchia moderna.

Il futuro della monarchia

D’altronde è risaputo che il segreto del successo della monarchia inglese è proprio quello di riuscire costantemente a rinnovarsi e adeguarsi alle diverse epoche storiche e alle aspettative del popolo britannico. Ed è proprio questa sua capacità di trasformarsi come un camaleonte che ha permesso alla monarchia britannica di sopravvivere fino ad oggi, al contrario di altre monarchie europee.

L’incoronazione di Carlo III con i suoi cambiamenti rispetto alla tradizione non è altro che un tassello di questo processo. La cerimonia del 6 maggio mostrerà quindi che quella inglese è una monarchia moderna proiettata verso il futuro e le sfide che l’attendono.

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